Itinerari Turistici


La penisola dello Yucatan è un plateau calcareo ricoperto da bassa giungla tropicale. Il paesaggio è piatto e monotono. Non ci sono fiumi. Le uniche riserve idriche sono i bacini d'acqua sottorranei detti cenote. La temperatura è sempre alta, nelle ore centrali della giornata si arriva facilmente a 40 gradi. Qualche grado in meno si registra invece sulla costa e d' inverno quando il clima è più secco. La stragrande maggioranza della popolazione è costituita da indios, discendenti dei Maya. Lungo la strada si incontrano semplici villaggi. Tra la giungla si vedono isolati nuclei di capanne di legno con il tetto in paglia. Le donne portano ancora il tipico vestito bianco ricamato con colori vivaci huipil. Sono sempre molto ordinate e, nonostante la polvere, risplende il bianco dei loro abiti. Nelle capanne non c'è praticamente nulla: nessun mobile, solo un angolo per la cucina e un'amaca. Molti turisti arrivano nello Yucatan per le belle spiaggie. Fanno scalo a Cancun, un' immensa città in costante e rapidissimo sviluppo, nata dal nulla per rispondere alle esigenze del mercato turistico americano. Ma appena si voltano le spalle al mare e ci si dirige all'interno si incontrano città di impronta coloniale come Valladolid e Merida e le tracce dell'antica civiltà maya. I luoghi archeologici più significativi sono Chichen Itza, Uxmal e Tulum, ma molti altri minori sono ricchi di fascino e poco frequentati.

DA CANCUN AL BELIZE

Cancun, 250 mila abitanti, selva di alberghi, è sorta in vent'anni su uno dei tratti più belli della costa caraibica messicana. Qui tutto è pensato in funzione del turismo per sfruttare al massimo il sole e il mare. Ma l' aria che si respira non ha nulla a che fare con il vero Messico. Basta uscire dalla città per incontrare le prima capanne maya di legno con il tetto di paglia e il piombare nella bassa giungla. La strada n.307 punta verso sud in direzione di Tulum e finisce al confine con il Belize. I primi 150 chilometri attraversano una zona in piano sviluppo turistico. Playa del Carmen, a 68 chilometri da Cancun, è un piccolo villaggio di pescatori e porto di partenza per i battelli che si dirigono all'isola di Cozumel. La spiaggia è ampia. La sabbia fine e bianchissima, tanto che la forte luce riflessa fa male agli occhi. Il mare ha mille incredibili sfumature cromatiche dei Caraibi. A lato del villaggio sta sorgendo la zona turistica Playacar . A pochi chilometri si incontra Xcaret, un tratto di costa da favola ma per ora fin troppo sfruttata dal punto di vista turistico. Qui c'è un fiume sotterraneo che fuoriesce da una grotta. La spiaggia, splendida, è circondata da palme. Proseguendo verso sud dopo Xcaret si incontrano alcune spiagge selvagge dove non esiste nulla ad eccezione di qualche piccolo ristorante. Meritano una sosta le spiagge di Chemuyil e Xcacel, davvero stupende. L'ultima ospita molti nidi di tartarughe. Xel-Ha è una incantevole laguna naturale ricca di pesci tropicali. Ci sono bar e ristoranti. E' un paradiso per chi vuole fare lo snorkeling senza allontanarsi dalla costa. I fondali sono ricchi di pesci tropicali. Tulum è una meta archeologica imperdibile. Si tratta di una città-fortezza maya, circondata da mura, che si erge alta sullo splendido mare dei Caraibi. Il momento migliore per la visita è il pomeriggio inoltrato quando il sole tramonta illuminando il mare e le rovine. L'edificio più importante è il Tempio del dio discendente. Per raggiungere le rovine di Coba, enorme città maya, ci si inoltra per diversi chilometri nella giungla. Nella vicina località di Punta Laguna, a 18 chilometrida Coba, sulla strada per Nuevo Xcan, vive un gruppo di una sessantina di scimmie che si possono facilmente vedere. A sud di Tulum non si incontrano più turisti. Da qui in avanti ci sono spiagge selvagge, fino a Chetumal, sul confine con il Belize. Per strada si può deviare per Punta Allen, un paesino di pescatori di aragoste dimenticato dal mondo, e verso la riserva di Sian Ka'an. Altra tappa prima del confine è la splendida laguna di Bacalar, una tranquilla cittadina che si affaccia su uno specchio di acqua dolce con incredibili sfumature azzurre. In lingua maya Bacalar significa "laguna dei sette colori". Si incontrano esclusivamente messicani. Il posto non è ancora stato scoperto dal turismo internazionale. Un massiccio forte si affaccia sulle acque azzurre, è il Fuerte San Felipe, una costruzione coloniale spagnola innalzata per proteggere l'abitato dalle incursioni dei pirati. Ora all' interno c'è un piccolo museo sulla storia dello Yucatan. Sull' altro lato della laguna merita senz'altro una tappa (e un bagno!) il Cenote Azul, che raggiunge la profondità di 90 metri. Chi ama l'archeologia può dirigersi invece verso l'interno per visitare gli estesi scavi di Kohunlich, dove si ammirano grandi maschere alte due metri e mezzo. Kohunlich è fuori dalle rotte turistiche e per di più in un fazzoletto di foresta pluviale che si differenzia completamente dal resto della vegetazione dello Yucatan. Non c'è praticamente nessun visitatore e ci si trova a passeggiare tra rovine di enormi dimensioni immersi tra altissimi alberi.